Arte come interazione sociale: una visione trasformativa nell’opera di DaSca
Interazione, educazione, trasformazione collettiva
L’arte quale mezzo di interazione sociale, fulcro attivo della ricerca, stimolo al pensiero, strumento educativo. I progetti di arte partecipata nascono dal desiderio di generare connessione tra le persone attraverso il fare artistico.
L’arte è un linguaggio profondamente connesso alla vita: non soltanto espressione intima del sé, ma anche strumento concreto di relazione, ascolto e trasformazione collettiva. Negli interventi di DaSca, il processo assume valore quanto — e talvolta più — dell’oggetto finale. L’opera si costruisce nel tempo, nelle mani e negli sguardi delle persone coinvolte, diventando tessuto vivo di comunità, memoria e cambiamento.
Un tassello centrale della produzione di DaSca è Feminam, opera in ceramica pensata per riflettere sul tema della violenza di genere. Feminam non è solo un’opera plastica, ma un attivatore di coscienza.
Usata in laboratori didattici con bambini e ragazzi, in flash mob, e infine donata al Comune di Roma il 25 novembre 2024, nella Giornata nazionale contro la violenza sulle donne.
La sezione include fotografie delle attività con le scuole, la cerimonia ufficiale e un video in cui l’artista parla al TG3. Portare Feminam nello spazio urbano e nelle istituzioni pubbliche ne amplifica il potenziale trasformativo.
Feminam — installazione con cocci
Feminam — flash mob
Feminam — installazione in galleria
Autoritratti con i tre primari — D. Manin, Roma
Mostra e video esplicativo — Casa del Primo Municipio Galilei
DI QUALE COLORE? Giocare con i colori per lottare contro il razzismo
Laboratorio di arte partecipata realizzato con gli alunni dell’Istituto scolastico D. Manin, finanziato dal Comune di Roma, nel progetto Scuolattivaintercultura.
Oltre cento partecipanti hanno creato autoritratti usando i tre colori primari, mostrando che il “carnicino” è solo il risultato di sfumature. È nata così l’iniziativa di sollecitare l’Enciclopedia Treccani a rivedere il lemma relativo.
Gli autoritratti sono stati esposti con un breve video esplicativo alla Casa del Primo Municipio Galilei, Roma.
La ricerca di DaSca parte da un’urgenza fortemente contemporanea: riconquistare spazi di umanità in un mondo iperconnesso ma emotivamente distante. In questo progetto, il cuore dell’Esquilino si trasforma in un laboratorio collettivo a cielo aperto, dove l’arte serve a creare incontri reali: tra età diverse, tra corpi abili e fragili, tra chi vive il quartiere e chi lo attraversa soltanto.
Realizzato durante la Settimana dell’Arte Contemporanea Romana (R.A.W.) a Piazza Vittorio, Roma, subito dopo il periodo di distanziamento sociale. Coinvolti anziani, bambini e persone con disabilità in un laboratorio artistico collettivo.
“Viviamo perennemente connessi, ma spesso siamo disconnessi da noi stessi. Riconnessioni ha voluto riportare l’attenzione su ciò che ci unisce davvero.”
Attraverso gesti semplici e azioni condivise, DaSca invita le persone a “fare spazio” dentro di sé e nei confronti dell’altro. Il processo è documentato con fotografie e video, non come semplice testimonianza, ma come parte integrante dell’opera. La memoria visiva diventa così uno strumento di continuità, in grado di alimentare altri dialoghi e nuove pratiche partecipative.
Action painting — manifesto
Action painting — partecipazione degli anziani
Action painting — tela gialla
Per pura casualità — scatto 1
Per pura casualità — scatto 2
Progetto nato da una open call pochi giorni dopo il 15 agosto 2021, data del ritorno dei talebani in Afghanistan. Autrici non professioniste hanno documentato la propria quotidianità con scatti essenziali.
Le fotografie, appoggiate su una rete come sbarre simboliche, riflettono le nostre abitudini scontate e ne rivelano la preziosità.
Metodologia basata su co-progettazione, ascolto, accessibilità e restituzione pubblica. Documentazione foto-video come parte integrante del processo.